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Mercoledì, 12 Luglio 2017 09:26

Comunicazione Chiusura Estiva 2017

I nostri uffici rimarranno chiusi per ferie dall'8 al 16 Agosto 2017.

Tutti gli ordini ricevuti entro le ore 12:00 del 7 Agosto verranno regolarmente spediti nella stessa giornata.

Riprenderemo con la normale attività a partire dal 17 Agosto.

chiusura estiva 2017

Affrettati a confermare i tuoi acquisti sul nostro sito www.net-wifi.it

Le consegne ad Agosto potranno subire dei rallentamenti a causa dei corrieri che lavoreranno a regime ridotto, vi invitiamo pertanto a provvedere per tempo alla pianificazione di eventuali ordini e restiamo a Vostra completa disposizione per qualsiasi necessità.

Orario ridotto ad Agosto

Comunichiamo alla clientela che per tutto il mese di Agosto verrà osservato il seguente orario ridotto, dal lunedì al venerdì:

  • dalle 9:00 alle 12:30
  • dalle 14:00 alle 17:30

Auguriamo a tutti i nostri clienti Buone Ferie.

buone-feste-da-net-wifi

Auguriamo Buone Feste a tutti i nostri clienti!

Saremo operativi durante il periodo feriale, le spedizioni saranno regolarmente consegnate ai corrieri con la usuale celerità.

Nel periodo compreso tra il 27 ed il 30 Dicembre e tra il 2 ed il 5 Gennaio, i nostri uffici osserveranno il seguente orario:

  • dalle 9:00 alle 12:30
  • dalle 14:00 alle 17:00

 

Martedì, 16 Agosto 2016 08:33

Come in we're open!

Eccoci qui, ritornati dalle ferie in piena forma!

Tutti i servizi sono pienamente operativi a partire da oggi, buona ripresa a tutti i clienti che come noi hanno esaurito le ferie, a tutti gli altri che le hanno appena iniziate ed a quelli che le stanno proseguendo!

open-sign

Giovedì, 28 Luglio 2016 13:57

Chiusura per ferie dall'8 al 12 Agosto 2016

holiday net wifi

I nostri uffici rimarranno chiusi per ferie dall' 8 al 12 Agosto 2016.

Tutti gli ordini ricevuti entro le ore 15:00 del 5 Agosto verranno regolarmente spediti nella stessa giornata.

Riprenderemo con la normale attività a partire dal 16 Agosto.

Orario ridotto ad Agosto

Comunichiamo alla clientela che per tutto il mese di Agosto verrà osservato il seguente orario ridotto, dal lunedì al venerdì:

  • dalle 9:00 alle 12:30
  • dalle 14:00 alle 17:00

Cos'è un ponte radio?

Per ponte radio si intende un collegamento wireless tra due punti fissi che consente la trasmissione di informazioni a distanza senza utilizzo di cavi.

ponti radio wifi backhaul 640x283

A cosa serve?

Le applicazioni possibili sono disparate, di seguito solo qualche esempio:

  • condividere la connessione ad internet tra un punto dotato di adsl ed un punto sprovvisto 
  • visualizzare i video del proprio impianto di videosorveglianza IP installato nel punto A dal punto B distante svariati Km da A
  • utilizzare la linea telefonica VoIP presente nel punto A dal punto B

I ponti radio sono tutti uguali?

No, esistono ponti radio in grado di trasferire grandi quantità di dati in breve tempo e ponti radio con capacità inferiori.

La frequenza di lavoro, le antenne e le radio da impiegare vanno selezionate e dimensionate, a grandi linee, sulla base del tipo di applicazione prevista, della distanza da coprire, della morfologia del territorio e della presenza o meno di altri segnali interferenti.

Ponti radio a microonde

I ponti radio in banda libera (Wi-Fi e HiperLAN) fanno utilizzo delle microonde.

Il primo fattore da considerare prima di dimensionare un ponte radio a microonde è la presenza o meno della visibilità ottica.

Infatti, è necessario che tra le due antenne non sia presente alcun tipo di ostacolo (come ad esempio edifici, alberi, ecc).

Gli inglesi la chiamano Line-of-sight (LOS) in italia preferiamo chiamarla Linea di Vista.

In realtà esiste una condizione ancora più restrittiva, ovvero deve essere libera da ostacoli una porzione di spazio attorno alla Linea di Vista: la prima zona di Fresnel.

Che distanza possiamo raggiungere?

Molto spesso la domanda che ci viene posta è: che distanza massima raggiunge questa "antenna"?

L'antenna è solo uno dei componenti necessari alla realizzazione del collegamento radio, servono infatti due antenne e due radio. E' quindi possibile dimensionare il ponte radio (selezionare antenne e radio) nota la distanza tra i punti da connettere e la velocità di trasmissione minima richiesta.

Le prestazioni del ponte radio variano se variano i seguenti parametri principali:

  • Potenza di trasmissione (tx): maggiore è maggiore potenza sarà ricevuta
  • Attenuazione sul cavo coassiale in trasmissione (actx): maggiore è minore potenza sarà ricevuta
  • Guadagno antenna trasmittente (gtx): maggiore è maggiore sarà la potenza ricevuta
  • Attenuazione di tratta (at): maggiore è minore sarà la potenza ricevuta
  • Guadagno antenna ricevente (grx): maggiore è maggiore sarà la potenza ricevuta
  • Attenuazione sul cavo coassiale in ricezione (acrx): maggiore è minore potenza sarà ricevuta

Va fatta una considerazione, in particolare, la potenza EIRP* trasmessa massima è solitamente limitata dalle normative tecniche, tale limite di fatto influenza la distanza massima raggiungibile.

Facciamo ricorso al bilancio energetico per stimare che livello di potenza avremo al ricevitore:

bilancio energetico       [dBm]

Volendo diagrammare avremo:

Disegno articolo 680x262

Vediamo nel dettaglio cosa accade nei punti dello schema:

A: Potenza di trasmissione della radio
B: Perdita a causa dell'attenuazione sul cavo
C: Incremento grazie al guadagno dell'antenna trasmittente
D: Potenza all'antenna ricevente


Tra il punto C e il punto D, il livello del segnale viene attenuato in quanto il segnale sta attraversando lo spazio libero. Maggiore è la distanza da coprire e maggiore sarà la perdita di segnale. Tale attenuazione, definita attenuazione di tratta, viene calcolata mediante la seguente formula:

attenuazione di tratta

 

con D distanza espressa in Km e At attenuazione di tratta espressa in dB


E: Incremento grazie al guadagno dell'antenna ricevente
F: Perdita a causa dell'attenuazione sul cavo

Il livello di segnale ricevuto è quindi pari a circa -61dBm. La comunicazione è bidirezionale per cui dovremmo calcolare il livello di segnale ricevuto quando la ricevente diventa trasmittente e viceversa, se ipotizziamo che l'apparecchiatura utilizzata è la medesima su ogni lato del collegamento non sarà necessario procedere al calcolo della tratta inversa.

La distanza massima è limitata dalla soglia di sensibilità della radio (RX). A titolo di esempio se la nostra radio ricevente avesse sensibilità minima pari a -96dBm potremmo aumentare la distanza fino ad ottenere un livello di segnale ricevuto pari a tale soglia. Nella realtà è opportuno lasciare un margine (Link Margin) di almeno 10dB tra la minima sensibilità e il livello di potenza ricevuto.

 

*Potenza EIRP (Equivalent Isotropically Radiated Power) è pari alla somma della potenza di trasmissione (dBm) meno l'eventuale attenuazione sul cavo coassiale (dB) più il guadagno d'antenna (dBi).

 

Si ringrazia la Dott.ssa Cristina Di Pietra per la fattiva collaborazione prestata per la redazione del presente articolo.

Mercoledì, 10 Febbraio 2016 00:00

Numeri binari ed indirizzi IP: i fondamentali

indirizzi IP

Nel mondo delle reti informatiche abbiamo sempre sentito parlare di indirizzi IP, ogni dispositivo li utilizza per comunicare in rete.
Gli indirizzi IP sono rappresentati da una sequenza di numeri raggruppati in 4 terzine come ad esempio 192.168.001.001 o 192.168.1.1 con omissione degli zeri nelle ultime due terzine.

Per comprendere cosa si cela dietro questo formato numerico dobbiamo introdurre il concetto di numerazione binaria.

Per poter ragionare in un sistema binario, e non sul decimale a cui siamo abituati (numeri da 0 a 9), dobbiamo utillizzare soltanto due cifre simboliche: 0 e 1. Ebbene sì, i calcolatori riconoscono solo due numeri.

Ogni numero, del classico sistema decimale, può essere rappresentato nel sistema binario, utilizzando una sequenza composta da sole due cifre.

Considerando l'indizzo IP citato pocanzi, andiamo ad analizzarne la struttura.

192.

168.

1.

1

11000000

10101000

00000001

00000001

ic arrow drop down 48px-128

ic arrow drop down 48px-128

ic arrow drop down 48px-128

ic arrow drop down 48px-128

Un byte= 8 bit

 

 

 

4 byte = 32 bit

 

Nel sistema decimale, ogni cifra all'interno del numero assume un peso differente in ragione della posizione, ad esempio possiamo esprimere il numero 168 come somma di prodotti, in particolare: (1x100)+(6x10)+(8x1). Tale sistema è basato sulle potenze in base dieci, di seguito una tabella esplicativa:

Posizione III II I
Potenza di 10
102 101 100
Valore associato alla potenza
100 10 1
Cifra 1 6 8

 

Per cui la cifra in posizione I ha peso unitario, la cifra in posizione II ha peso 10 volte maggiore rispetto alla precedente e la cifra in posizione III ha peso 100 volte maggiore rispetto alla I.

Il sistema binario è invece basato sulle potenze in base due, in particolare l'IP è composto da 4 gruppi di 8 bit, per cui possiamo seguire lo stesso ragionamento considerando una stringa di 8 cifre (1 byte):

Posizione VIII VII VI V IV III II I
Potenza di 2 27 26 25 24 23 22 21 20
Valore associato alla potenza
128 64 32 16 8 4 2 1
Cifra 1 0 1 0 1 0 0 0

 

La somma dei prodotti tra cifra e valore associato alla potenza restituisce il valore decimale:

(0x1)+(0x2)+(0x4)+(1x8)+(0x16)+(1x32)+(0x64)+(1x128)= 168

Ma come facciamo a passare da numeri decimali a numeri binari?

Vediamolo con un esempio numerico, convertiamo 168 dal sistema decimale al sistema binario.

Nella seguente tabella sono riportati: nella prima riga i valori delle potenze in base 2, nella seconda riga delle differenze e nella terza riga le cifre binarie

Valore decimale 128 64 32 16 8 4 2 1
Differenza 168-128=40 - - - - - - -
Cifra binaria 1 - - - - - - -

 

Per individuare la prima cifra binaria (VIII posizione) dobbiamo confrontare il numero da convertire (168) con il valore decimale più alto disponibile (128). Se tale numero è maggiore allora inseriremo 1 come cifra binaria, in caso contrario inseriremo 0.

Per determinare la cifra in posizione VII calcoliamo la differenza tra il valore decimale da convertire e 128, la confrontiamo con 64, se tale differenza è maggiore inseriamo 1 come cifra, in caso contrario inseriamo 0.
Nella seconda riga abbiamo effettuato la differenza ottenendo 40 come risultato, tale valore è minore di 64 per cui inseriamo uno 0 in corrispondenza della VII posizione.

Valore decimale 128 64 32 16 8 4 2 1
Differenza 168-128=40 - - - - - - -
Cifra binaria 1 0 - - - - - -

 

Procediamo con il calcolo della cifra in VI posizione confrontando 40 con 32. Quindi inseriamo 1 in quanto 40 è maggiore di 32.

Valore decimale 128 64 32 16 8 4 2 1
Differenza 168-128=40 - 40-32=8 - - - - -
Cifra binaria 1 0 1 - - - - -

 

Procediamo con il calcolo della cifra in V posizione confrontando 8 con 16. Quindi inseriamo 0 in quanto 8 è minore di 16.

Valore decimale 128 64 32 16 8 4 2 1
Differenza 168-128=40 - 40-32=8 - - - - -
Cifra binaria 1 0 1 0 - - - -

 

Procediamo con il calcolo della cifra in IV posizione confrontando 8 con 8. Quindi inseriamo 1 in quanto 8 è uguale ad 8.

Valore decimale 128 64 32 16 8 4 2 1
Differenza 168-128=40 - 40-32=8 - 8-8=0 - - -
Cifra binaria 1 0 1 0 1 - - -

 

Procediamo con il calcolo della cifra in III posizione confrontando 0 con 4. Quindi inseriamo 0 in quanto 0 è minore di 4.

Valore decimale 128 64 32 16 8 4 2 1
Differenza 168-128=40 - 40-32=8 - 8-8=0 - - -
Cifra binaria 1 0 1 0 1 0 - -

 

Procediamo con il calcolo della cifra in II posizione confrontando 0 con 2. Quindi inseriamo 0 in quanto 0 è minore di 2.

Valore decimale 128 64 32 16 8 4 2 1
Differenza 168-128=40 - 40-32=8 - 8-8=0 - - -
Cifra binaria 1 0 1 0 1 0 0 -

 

Procediamo con il calcolo della cifra in I posizione confrontando 0 con 1. Quindi inseriamo 0 in quanto 0 è minore di 1.

Valore decimale 128 64 32 16 8 4 2 1
Differenza 168-128=40 - 40-32=8 - 8-8=0 - - -
Cifra binaria 1 0 1 0 1 0 0 0

 

In definitiva il numero decimale 168 nel sistema binario è esprimibile nel seguente modo: 10101000

In conclusione, quindi, ogni terzina dell'indirizzo IP può assumere valori decimali variabili da 0 a 255.

Valore decimale 255 1 0
Valore binario 11111111 00000001 00000000

 

 

Si ringrazia la Dott.ssa Cristina Di Pietra per la fattiva collaborazione prestata per la redazione del presente articolo.

Normalmente le antenne vengono installate su un sostegno, la Guida CEI 100-140 è il riferimento normativo per la progettazione del sostegno. Gli installatori, al fine del rilascio del certificato di conformità, devono infatti soddisfare anche i requisiti di sicurezza statica delle opere a sostegno delle antenne.

La guida considera solo ed esclusivamente le seguenti tipologie di sostegno:

  • Pali autoportanti
  • Pali controventati

Si considerano pali autoportanti quelle strutture in grado di sostenere le sollecitazioni del vento, generate dalle antenne su di esso montate, senza l'ausilio di controventature. Si considerano, invece, pali controventati quelle strutture che hanno necessità di controventature per resistere alle sollecitazioni del vento.

pali-telecomunicazioni-autoportante-controventato

Per quanto concerne i pali autoportanti la Guida CEI prescrive una lunghezza massima libera di 6 metri.

Il sostegno è sollecitato principalmente dall'azione del vento:

  • distribuita lungo la superficie del sostegno
  • concentrata nelle sezioni di aggancio delle antenne

azioni vento sul palo

Nel seguito, l'articolo descriverà come calcolare l'entità della forza che genera il vento quando impatta contro le antenne installate sul palo. Tale forza/e, unitamente all'azione del vento distribuita lungo il sostegno, servirà al dimensionamento del palo.

 

Calcolo della spinta concentrata

La forza esercitata dal vento sulle antenne è concentrata nelle sezioni di attacco al sostegno, tale forza dipende dalla velocità e dalla sezione della superficie esposta in direzione perpedicolare.

La spinta è ricavabile dalla relazione:

spinta W

dove:

W è la spinta espressa in Newton
k è un coefficente pari a 0.75
v è la velocità del vento espressa in m/s
S è la superficie esposta espressa in m2

Oppure in alternativa con la seguente formulazione:

cps

dove:
c è il coefficiente di carico pari a 1,2
p è la pressione cinetica che può essere pari a:

  • 800 N/m2 per una velocità del vento di 130 km/h e per antenne che si trovano ad un'altezza dal suolo inferiore a 20m
  • 1100 N/m2 per una velocità del vento di 150 km/h e per antenne che si trovano ad un'altezza massima dal suolo maggiore di 20m

Esempio applicativo:

Vogliamo calcolare la massima forza concentrata esercitata sul sostegno da un'antenna parabolica del diametro di 90cm posta ad una altezza dal suolo maggiore di 20m.

Occorre innanzi tutto calcolare l'area della superficie esposta, per cui avremo:

area cerchio antenna parabolica

Per cui la spinta esercitata sarà pari a:

spinta antenna parabolica

Che per avere un ordine di grandezza sono circa 85 kgf (chilogrammi forza) che sollecitano il sostegno, purtroppo spesso non ben dimensionato e pronto a spezzarsi alla prima raffica di vento.

 

Conclusioni

Il corretto dimensionamento consente di scegliere il sostegno più idoneo, evitando pericoli relativi alla sicurezza statica, inutili sovradimensionamenti, notevole aggravio della spesa per il cliente ed il rispetto della normativa.

 

 

Si ringrazia la Dott.ssa Cristina Di Pietra per la fattiva collaborazione prestata per la redazione del presente articolo.

Lunedì, 21 Dicembre 2015 13:12

Buone Feste!

Nel periodo compreso tra il 21 ed il 30 Dicembre osserveremo i seguenti orari:

dal Lunedì al Venerdì dalle 9:00 alle 12:30 e dalle 14:00 alle 16:30

I nostri uffici rimarranno chiusi il 24 ed il 31 Dicembre.

Tutti gli ordini ricevuti entro le 15:00 del 23 e del 30 Dicembre saranno regolarmente spediti nello stesso giorno.

Auguriamo a tutti i nostri clienti Buon Natale e Buon 2016!

buone feste

irradiazione antenna settorialeCos'è un'antenna?

Definiamo antenna un dispositivo in grado di convertire un segnale elettrico in onde elettromagnetiche ed irradiarle nello spazio circostante (e viceversa). Molto spesso, si confonde l'antenna con apparecchi dotati di antenna integrata, quali ad esempio: adattatori usb Wi-Fi, CPE come Nanostation, PowerBeam, Airmax5x, ecc. Tali apparecchiature sono composte dall'insieme di una o più antenne ed una radio.

 

Come funziona un'antenna?

Il principio di funzionamento è semplice, un conduttore che viene attraversato da una corrente variabile nel tempo genera un campo elettromagnetico.
Per il principio di reciprocità se un campo elettromagnetico investe un conduttore (antenna) allora induce su di esso delle tensioni e correnti variabili nel tempo.

Per definizione l'antenna è un elemento passivo, di fatto non amplifica le potenze in ingresso o in uscita ma si limita a concentrare la stessa in direzioni preferenziali.

 

Uno dei principali parametri caratteristici di un'antenna: il guadagno

Per molti acquirenti, la scelta dell'antenna da acquistare si basa principalmente su un solo parametro, il guadagno espresso in "dBi".

Molti utenti, non disponendo di adeguata competenza tecnica, vengono illusi da valori di guadagno fantasiosi dichiarati da venditori e fabbricanti improvvisati, si legge di antenne con guadagni di 38, 48, 68 dBi (qui un articolo di approfondimento). L'acquirente pensa quindi che maggiore sarà il guadagno e maggiore sarà la ricezione / trasmissione in ogni direzione, NIENTE DI PIÙ ERRATO!

Nel seguito spiegheremo nel modo più semplice possibile, cos'è il guadagno e perchè è errato considerare un'antenna con elevato guadagno la migliore antenna in assoluto. Chi volesse evitare la parte matematica, può passare direttamente all'immagine 1 del presente paragrafo.

Definiamo guadagno il rapporto tra la densità di potenza irradiata da un'antenna in una data direzione e la densità di potenza che sarebbe generata nella medesima direzione da un radiatore isotropico.

Il guadagno è quindi espresso dalla seguente formula:

Guadagno

Dove:

G è il guadagno

P è la densità di potenza irradiata dall'antenna reale (nella direzione considerata)

Piso è la densità di potenza irradiata dal radiatore isotropico

Il radiatore isotropico o antenna isotropica, non esiste nella realtà ma è un utile riferimento da utilizzare per caratterizzare le antenne reali. Tale antenna irradia in modo uniforme in tutte le direzioni, l'energia irradiata avrà un fronte d'onda sferico ed una densità di potenza uniforme sulla superficie pari a:

densita di potenza iso

dove:

Piso è la densità di potenza del radiatore isotropico

PT è la potenza totale trasmessa dal radiatore

D è la distanza dall'antenna

300px-Sfera-f3

Se volessimo calcolare il guadagno che un antenna isotropa ha rispetto a se stessa otterremmo:

piso - piso

Usualmente però il guadagno viene espresso in "decibel", in tal caso facciamo riferimento alla seguente formula:

Guadagno dbi

Per cui il guadagno di un'antenna isotropica espresso in dB è pari a:

gdb iso

La "i" che segue il simbolo del decibel, ci ricorda solo ed esclusivamente che stiamo calcolando il guadagno rispetto all'antenna isotropica.

Di fatto il guadagno è una misura di quanta parte della potenza in ingresso è concentrata in una particolare direzione.

La maggior potenza che si riesce ad irradiare in una determinata direzione si ottiene a spese di tutte le altre!

 

Di seguito alcune immagini ci aiuteranno a capire meglio il concetto:

Immagine 1: Antenna Isotropica

antenna-isotropica-640x480

Nell'immagine sono rappresentati 4 osservatori, al centro è rappresentato il solido di radiazione di un'antenna isotropica che irradia una potenza totale Pt. L'antenna irradia in tutte le direzioni in egual modo, per cui l'osservatore 1 riceve lo stesso livello di segnale che riceve l'osservatore 2, 3 e 4.

 

Immagine 2: Antenna Omnidirezionale - Guadagno 8dBi

antenna-omnidirezionale-8dbi-640x480

Al centro dell'immagine è rappresentata un'antenna omnidirezionale con guadagno massimo di 8dBi ed il suo solido di radiazione. In questo caso a parità di potenza Pt irradiata dall'antenna (quindi potenza totale irradiata uguale a quella del radiatore isotropico) l'osservatore 1 riceverà maggiore livello di segnale rispetto all'osservatore 1 del precedente caso di antenna isotropica. Gli osservatori 2 e 3 riceveranno livelli intermedi in base al valore di guadagno in tali direzioni e l'osservatore 4 non riceverà segnale in quanto l'antenna non irradia in tale direzione.

 

Immagine 3: Antenna Omnidirezionale - Guadagno 12dBi

antenna-omnidirezionale-12dbi-60x480

Al centro dell'immagine è rappresentata un'antenna omnidirezionale con guadagno massimo di 12dBi ed il suo solido di radiazione. In questo caso a parità di potenza Pt irradiata dall'antenna (quindi potenza totale irradiata uguale a quella del radiatore isotropico) l'osservatore 1 riceverà maggiore livello di segnale rispetto all'osservatore 1 del precedente caso di antenna isotropica.

Gli osservatori 2 e 3 riceveranno un livello intermedio in base al guadagno in tale direzione (probabilmente inferiore a quello degli stessi osservatori nel caso della 8dBi), l'osservatore 4 non riceverà segnale.

Si può quindi notare, in modo puramente approssimato, che una omnidirezionale da 12dBi di guadagno irradia meglio di una 8dBi sul piano perpendicolare al suo asse longitudinale, di contro irradia peggio fuori piano. La potenza viene quindi concentrata solo in alcune direzioni preferenziali.

Esempio pratico: se dovessi coprire due appartamenti posti uno al primo piano e l'altro al secondo piano una 8dBi sarebbe più indicata rispetto ad una 12dBi.

 

Conclusioni

Il guadagno viene sovente spesso espresso in dBi, maggiore è il guadagno massimo, maggiore è la direttività dell'antenna.

Nella scelta dell'antenna da impiegare in una specifica applicazione, il guadagno rappresenta solo uno dei parametri da considerare, non è quindi l'unico parametro da considerare.

 

 

Si ringrazia la Dott.ssa Cristina Di Pietra per la fattiva collaborazione prestata per la redazione del presente articolo.

Venerdì, 16 Ottobre 2015 14:11

Velocità vento nominale e Antenne

funny antenna carA seguito di una strana interpretazione da parte di un cliente, approfondiamo il tema di un post sulla nostra pagina facebook, in merito ad un dato leggibile su molte schede tecniche di antenne Wi-Fi / HiperLan outdoor.

 

NW-2418

Il dato in questione è quello relativo alla "Velocità Nominale del Vento" (Rated Wind Velocity), definito nello standard TIA-329-C (Minimum Standards for Communications Antennas - Base Station Antennas - August 2003) sviluppato dalla subcommissione TR-8.11 (Mobile and Personal Private Radio Standards - Antenna System).


Chi è TIA?

La Telecommunications Industry Association (TIA) è un'organizzazione che si occupa di standardizzazione nel settore delle telecomunicazione. Di fatto è una delle International Standard Organizations (altri esempi sono IEEE, ISO, IEC, ANSI, W3C, ecc).

TIA è accreditata dall'American National Standards Institute (ANSI) come una Standard Developing Organization (SDO), tutti i documenti tecnici sono redatti da commissioni di ingegneri in accordo con le linee guida stabilite dall'ANSI Essential Requirement.

Sono membri dell'organizzazione aziende del calibro di Cisco, Apple, Motorola, Nokia, Intel Corporation, General Motors, ZTE, solo per citarne alcune tra le più popolari.

 

Come si misura, cos'è ed a cosa serve la velocità nominale del vento?

Rappresenta una velocità per cui viene usualmente espressa in metri/secondo [m/s]. E' calcolata utilizzando lo standard TIA-329-C e determina la velocità del vento per la quale le sollecitazioni meccaniche nei componenti dell'antenna sono inferiori al limite di snervamento, considerato un fattore di sicurezza pari a 1.65 (come specificato al punto 5.1.2 dello Standard).

L'antenna può essere esposta per un tempo prolungato a raffiche di vento che presentano tale velocità massima, senza subire danneggiamenti.

Serve quindi a valutare se l'antenna può essere installata o meno in un determinato luogo, note le caratteristiche di ventosità dello stesso. Rassicuriamo i lettori Italiani, in quanto difficilmente verranno raggiunti valori come quello presente nel precedente datasheet (240 km/h), facciamo presente infatti, per chi non ne fosse a conoscenza che un Uragano di Categoria 1 (Scala Saffir-Simpson) presenta velocità del vento comprese tra 119 e 153 km/h.

Esiste un secondo parametro nello standard, definito come "Survival wind velocity", esso rappresenta la velocità del vento alla quale le sollecitazioni meccaniche nei componenti dell'antenna sono appena inferiori al limite di snervamento del materiale. L'antenna non può resistere ad esposizioni prolungate senza subire deformazioni o malfunzionamenti. Si raccomanda quindi il controllo a seguito di tale esposizione.

Di seguito riportiamo un grafico tipo tensione-deformazione con l'indicazione del limite di snervamento (punto B), ricordiamo che esso rappresenta il limite di tensione oltre il quale il materiale subisce deformazioni irreversibili.

Yield Point

 

Si ringrazia la Dott.ssa Cristina Di Pietra per la fattiva collaborazione prestata per la redazione del presente articolo.

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